TeanoJazzFESTIVAL
Teano Jazz Festival 2009 appena trascorsa la XVII edizione, rafforza la sua identità, proponendo nell´edizione un programma alla ricerca della qualità.
TeanoJazzFACTORY
Alla ricerca dell´innovazione: concorso nato per valorizzare progetti e musicisti del panorama jazzistico.
TeanoJazzWORKSHOP
Ciclo di quattro seminari dedicati alla musica d´insieme per piccoli gruppi (jazz combo), promossi dall´Accademia Musicale "Città di Caserta", in collaborazione con Teano Musica e Caserta Musica.
Radiotre Suite Jazz
Lunedì 19 luglio 2010
ore 22.30
Teano Jazz Winter: Franco D’Andrea Trio
Registrato a Teano, Chiesa di San Pietro in Aquaris, il 6.12.2009
Franco D’Andrea, pianoforte; Daniele D’Agaro, clarinetto; Mauro Ottolini, trombone
a seguire
Teano Jazz Winter: Chat Noir
Registrato a Teano, Chiesa di San Pietro in Aquaris, il 7.12.2009
Michele Cavallari, pianoforte;
Luca Fogagnolo, contrabbasso;
Giuliano Ferrari, batteria
RAY GELATO AND THE GIANTS OF JIVE:
SWING ALL'ITALIANA [ 22/07/2010 ]
Sembra uscito dalla matita di un fumettista, e nemmeno di quelli piu' inclini a indagare l’animo umano, Ray Gelato. Pochi tratti a disegnare un personaggio che sembra avere poche certezze, ma tutte giuste, a cominciare dal nome semplice e diretto. Tratti ben definiti, dunque, e che non lasciano spazio a sfumature. Swing a go-go, l’amore per l’Italia, o meglio, per pizza, mandolino e Carosone, la devozione per Louis Prima e per la musica popolare americana degli anni ’50. Scritta cosi' questa presentazione non sembra far onore al personaggio, non sembra che al centro della nostra attenzione ci sia un musicista che in quasi 30 anni di carriera ha venduto piu' dischi di quanto si potrebbe immaginare, che ha fatto ballare membra reali e piedi plebei, che ha aperto i concerti di colleghi illustri, come quello di Robbie Williams nel 2001 alla Royal Albert Hall e che ha suonato nientedimenocche' al matrimonio di sir Paul McCartney e per la Regina Elisabetta II. Ma andiamo per ordine. Raymond Irwin nasce in Gran Bretagna da padre americano, militare di stanza in Europa con accertate parentele italiane. Ben presto la sua passione per il jazz e lo swing in primis prende il sopravvento. Coltiva in egual misura la conoscenza dello swing americano, reso inarrivabile dalle orchestra di Count Basie e Duke Ellington, e della “variante” italiana, apprezzabilissima nelle figure di Buscaglione, Carosone, e poi Quartetto Cetra, Alberto Rabagliati e Natalino Otto. Due filoni della stesso stile che sono andati a fondersi con la componente “british” della sua musica, rendendola unica. La sua prima band e' The Dynamite (1980-1981), nella quale il rock’n’roll la fa da padrone. Poi passa nella band de The Chevalier Brothers con la quale affronta alcune fortunate tourne'e in Europa e Giappone e incide alcuni dischi, finche' non prende in mano le sorti della band, che diventa Ray Gelato and the Giants of Jive. Il jumpin’ jive, scatenata musica da ballo in voga tra gli afroamericani negli anni ’40, insieme allo swing, al blues, allo shuffle, presenti in dosi massicce anche nell’ultimo “Smokin’ ”, danno vita ad una mistura altamente divertente e coinvolgente. Alla musica dei Giants nessuno rimane indifferente, perche' riporta alle radici, alla musica del “popolo” e della “famiglia”, mescolando influenze americane, italo-partenopee, inglesi, su testi che includono pseudo-napoletano e inglese, siciliano e “italiano broccolino”. L’Italia e' la sua seconda patria (o la terza?). Ray ha attinto a piene mani alla nostra tradizione popolar-musicale, prima attraverso i ricordi del padre, di origini italiane, poi attraverso i dischi e i frequenti viaggi nel nostro Paese. Ma nello stesso tempo e' stato “adottato” dal pubblico nostrano che ne apprezza la scanzonatezza, l’allegria, la passione e la grande comunicativa da navigato showman. Insomma e' il pubblico ideale per registrare i suoi primi dischi e soprattutto i live. Nel 1996 da una collaborazione con i Good Fellas nasce “Gelato all’italiana” e l’anno dopo “Gangsters of Swing”, entrambi ristampati poi per la Nuova Durium. Sempre per un’etichetta italiana di Bologna, Irma la Douce, fa uscire nel 1999 “The men from Uncle” e l’anno dopo per la Double Scoop Records esce “Live in Italy”. La sua popolarita' (e presenza) in Italia si deve inizialmente proprio al rapporto umano e professionale con i Good Fellas, tra le band piu' rappresentative della mai sopita passione per swing, jive,e rock’n’roll che trova in Bologna e Roma le “capitali” italiane del genere. Grotteschi ed esilaranti atteggiamenti da gangster stile Chicago forniscono la giusta cornice alle esibizioni in doppiopetto della band. Sebbene fosse gia' molto conosciuto per la partecipazione nel 1988 al film “Scandal – Il caso Profumo” di Michael Caton-Jones, per i concerti esaltanti finanche alla Carnegie Hall e per la colonna sonora di “No Bananas” sulle frequenze della BBC, ci volle uno spot “sparato” in tutte le case del mondo, quello per i Levi’s Dockers, a dargli la visibilita' che gli mancava. In quell’occasione la musica mandata in mondovisione fu quella della carosoniana "Tu vuo 'fa' l'americano". E scusate se e' poco… Da allora la carriera di Ray Gelato e dei suoi Giants e' stata decisamente in discesa. Concerti in location tra le piu' ambite (nel 2004 e' all’Hyde Park di Londra insieme ai The Corrs e alla BBC Symphony Orchestra davanti a 40.000 spettatori), nei festival piu' prestigiosi (a Umbria Jazz la sua tourne'e fa tappa sempre per diversi giorni), nei locali piu' conosciuti (il leggendario Ronnie Scott's Club di Londra dove non si contano piu' le sue esibizioni). Il culmine arriva nel 2005 con la nomination nella categoria “Jazz Artist of the Year” dei BBC Jazz Awards, bissata l’anno successivo nella categoria “Best of Jazz” per l’album “Hey There”, un album di evergreen, che va da “That’s Amore” a “Mambo Italiano”, suonati con la consueta grinta e maestria dai Giants. Dai classici americani come “Baby Won’t You Please Come Home” e italoamericani come “Ehi Marie”, passando per il repertorio classico di Louis Prima con “Just a Gigolo” fino all’immancabile Carosone e al Buscaglione di “Carina”, il concerto al Teano Jazz Festival sara' l’occasione per ripassare un repertorio che e' nella memoria di ognuno di noi e che fara' saltare dalle sedie e cantare tutti coloro che avranno la fortuna di parteciparvi. TEANO JAZZ FESTIVAL Ray Gelato (voce e sax tenore) |

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