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Charles Lloyd: La musica come elemento di energia e seme di libertà

di Olindo Fortino   Precedendo di alcuni anni Miles Davis e i Weather Report tu e il tuo favoloso quartetto composto da Keith Jarrett, Cecil McBee e Jack DeJohnette siete stati i primi a suonare nei templi e nelle grandi arene del pop-rock, vendendo milioni di copie dei vostri dischi e condividendo il palco con artisti e gruppi amatissimi dai giovani quali Jimi Hendrix, Janis Joplin , i Byrds e i Grateful Dead. Quali ricordi hai degli stimoli e delle sfide legate a quell'irripetibile epoca? Dopo i primi tempi passati con Chico Hamilton e Cannonball Adderley riuscii ad emergere a San Francisco suonando spesso dal vivo al Jazz Workshop e al El Matador. Nel 1966,...

Hamid Drake: L’umanità combinata al ritmo, nel jazz e oltre l’improvvisazione

di Olindo Fortino   Come e quando hai iniziato a suonare la batteria e le percussioni? Ho iniziato a suonare la batteria quando frequentavo le scuole elementari. Salii sul palco con la banda scolastica all'età di nove anni. In verità desideravo suonare il trombone ma il ruolo era già occupato e non ce n'era un altro disponibile, per cui ho dovuto suonare, o meglio, condividere il rullante e la gran cassa dell'orchestra con un altro studente. All'epoca vivevo con la mia famiglia nell'area suburbana di Chicago. Prima avevo suonato i bongo nel coro musicale della chiesa. Tutti gli altri strumenti percussivi sono giunti in seguito, a partire dagli ultimi anni dell'adolescenza. Chi sono stati i principali...

Oscar Montalbano: lo zingaro napoletano

di Olindo Fortino   Presente al festival con due diversi progetti, è uno dei massimi rappresentanti italiani del genere manouche. Tutto ha inizio con Django Reinhardt, ma ora le cose sono cambiate… come ci racconta lui stesso. Qual è la tua storia musicale, il percorso che ti ha portato ad essere uno dei protagonisti della musica manouche in Italia? Il percorso è stato quasi un percorso spontaneo: non ho cercato mai di forzare la mano verso quelle che sono state delle tendenze o delle mode. Ho cominciato con la chitarra classica, poi ho cominciato a suonare rock con i primi gruppi: avevo 15-16 anni. Poi c’è stato l’incontro con il jazz, soprattutto il jazz di stampo...

Intervista a Francesco Nastro

di Olindo Fortino   Classe 1967 e originario di Castellammare di Stabia, Francesco Nastro e’ riuscito a confermarsi come una delle voci piu’ originali del piano jazz nazionale e internazionale, nonche’ come l’esponente di maggior spicco della nuova generazione di pianisti della scena campana e partenopea.        Francesco, quali circostanze ti hanno condotto a diventare pianista? Come ti sei formato sullo strumento? Che diventassi musicista era inevitabile. Nella mia famiglia quando si riunivano si ballava, si cantava e si suonava sempre dopo cena, per cui se non sapevi fare una di quelle cose ti annoiavi. Per la mia formazione sullo strumento ho frequentato i normali corsi accademici, mentre tutti gli altri generi li ho...

Paolo Fresu: Il jazz e il quintetto come centro d’ascolto e fonte di eterna giovinezza

di Olindo Fortino   30 anni di carriera non hanno intaccato l’entusiasmo e la magia di uno dei gruppi europei più longevi. Il Paolo Fresu Quintet è la “casa” dei cinque i musicisti, un luogo dove alla fine si ritorna sempre…. Paolo, ripercorriamo brevemente i primi passi della tua carriera. Hai iniziato con la banda del paese … Sì, ho iniziato a undici anni con la banda del mio paese, a Berchidda, una banda con cui suono ancora oggi quando mi capita di ritornare. Dalla banda sono passato ai complessini che suonavano ai matrimoni e alle feste in giro per la Sardegna. Da lì è arrivato il jazz negli anni Settanta. Ho iniziato a inserirmi nella...

Pierluigi Balducci: NonSoloTango

di Diego Librando   Pierluigi Balducci è uno dei bassisti più aperti e preparati del panorama musicale italiano. I suoi molteplici amori danno vita ad altrettanti progetti, di cui ci parla dettagliatamente e con grande fervore in questa lunga intervista. Il Nuevo Tango Ensamble è uno dei tuoi gruppi di punta e direi quello che forse comprende tutti i tuoi amori musicali. L’America tutta e la tradizione Europea. E Piazzolla come ideale artista di riferimento, che ben rappresenta i due continenti (il Tango ma anche l’amore per un contrappunto tutto europeo, bachiano). E il jazz ce lo metti tu. Sì, è uno dei miei gruppi più rappresentativi, ed è verissimo che compendia une bella fetta dei...